Menu Content/Inhalt
Internet marketing
ResItaly partecipa attivamente al movimento Travel 2.0 e mette a disposizione dei clienti tecnologie e procedure operative, nell'ambito della realizzazione dei siti internet, che rendono le strutture ricettive partecipi a questa vera e propria "rivoluzione".
La terminologia Travel 2.0 è un’estensione al settore travel di ciò che il Web 2.0  sta rappresentando per la rete.
Si sta rapidamente concretizzando un nuovo modo di concepire il Web e di usare la rete per viaggiare in cui l’utente è sempre più il protagonista, trasformandosi di volta in volta in esploratore, commentatore, generatore di contenuto, blogger, membro di una community, fotografo amatoriale, video maker. È al tempo stesso editore e consumatore.
Questo nuovo approccio nella ricerca di informazioni legate ai viaggi sta conferendo all’utente nuovo potere: gli utenti-viaggiatori vogliono creare da soli il “viaggio perfetto”, il “viaggio come lo voglio io”, che non necessariamente coincide con la soluzione più economica. La leva prezzo infatti non è la sola determinante nella scelta di un viaggio e le aziende del settore sono sempre più consapevoli della necessità di dotarsi di nuovi strumenti per attrarre e mantenere il cliente, che a sua volta dispone di molti più strumenti e informazioni - e quindi potere di scelta - per finalizzare l’acquisto.
Le keyword che contraddistinguono questa fase sono sicuramente:
  • network, o meglio “social networking”, o meglio ancora il buon vecchio “passaparola” potenziato dagli strumenti di pubblicazione e condivisione di contenuti offerti dalla rete, che fanno risuonare e rimbalzare i racconti dei viaggiatori su scala globale;
  • UGC, acronimo per “user-generated-content”, cioè l’enorme e crescente blob di informazioni (testuali, fotografiche e video) che il viaggiatore riversa in rete prima, durante e dopo il viaggio;
  • “beyond the browser”, cioè la fruizione di contenuti fuori dalla piattaforma del browser, si tratti di RSS, di widgets (piccole consolle scaricabili sul desktop) oppure di applicazioni mobili;
  • Mappe, mappe, mappe: intese non solo e non più come contenuto informativo aggiunto per localizzare un hotel o un itinerario, ma come nuovo modo di visualizzare, ricercare, taggare i propri viaggi;
  • Mash-up, cioè l’incredibile numero di siti o minisiti travel che nascono semplicemente aggregando API esistenti (tipicamente Google Maps più altri applicativi), con bassissimi costi di sviluppo e un rapido time-to-market;
  • RSS come strumento potente di promozione ma anche di condivisione del servizio;
  • Applicazioni come Ajax e Flex, nella visualizzazione immagini e video, che possono davvero potenziare la customer experience, migliorando significativamente la visualizzazione e ricerca delle offerte di viaggio.
Il sito internet dell’albergo dovrebbe quindi contenere tutti gli strumenti che permettono la partecipazione, l’arricchimento culturale, l’informazione estensiva sulla località e gli eventi. Questi aspetti concorrono tutti a generare la motivazione all’acquisto.
L’installazione di un blog sul sito dell’albergo è probabilmente il primo passo in questa direzione, che dovrebbe essere seguito, non appena vi siano contenuti sufficienti, da un RSS Feed, un dispositivo che permette una facile diffusione dei contenuti del sito.
Se la qualità dei contenuti inseriti è buona è possibile iniziare una strategia definita dagli specialisti “link baiting” (esca per link).  Da qualche mese Google ha infatti potenziato la propria abilità nel riconoscere i link naturali e spontanei, svalutando pesantemente il valore di tutti quei link “facili” ottenuti grazie ad una strategia di link building sviluppata grossolanamente.  Il numero di link che puntano al proprio sito aumenta la sua posizione fra i risultati delle ricerche.
Conseguenza inevitabile dello sviluppo di controlli sulla qualità della link popularity è stato quindi il passaggio da una logica di tipo “push” ad una logica di tipo “pull”, cercando cioè non più di “spingere” i link al proprio sito, bensì di riceverli spontaneamente. I consigli da seguire sono quindi:
  • Promuovere l’offerta inerente la struttura inserendola in un contesto territoriale o motivazionale: presentare quindi offerte, pacchetti e attività fruibili all’interno della struttura, ma anche news interessanti per la propria nicchia di mercato, ad esempio articoli e recensioni su eventi, attività, attrazioni del territorio. Perché questa strategia funzioni è d’obbligo mantenere elevata la qualità dei contenuti e inserire materiale nuovo con una certa frequenza. Si tratta di una delle strategie di link baiting più impegnative, ma è probabilmente quella che porta il maggior beneficio a lungo termine.
  • Diffondere i propri comunicati stampa:  approfittando del fatto che molto spesso i comunicati stampa vengono messi sul web senza particolari rielaborazioni editoriali, inserire nel testo un paio di link con parole chiave pesanti che puntino al proprio sito è senza dubbio uno dei sistemi più semplici per ottenere buoni link. Posto, ovviamente, che il comunicato sia considerato sufficientemente interessante da essere ripreso in diversi siti web. Per parole chiave pesanti intendiamo quelle contenute nel titolo delle pagine del sito.
  • Partecipare a “comunità” omogenee dove i siti siano interconnessi tramite link costruiti secondo i più recenti parametri anti-spam di Google. Nella pratica, il web master che cura il sito dovrà sapere che i link della struttura vanno inseriti in siti non concorrenti e in maniera reciproca e contestuale, in modo da evitare che il sito stesso sia considerato dai motori di ricerca come fonte di spam.
Questo genere di strategia permetterà al proprio sito di scalare rapidamente posizioni, diventando, laddove possibile, il centro di una comunità più o meno grande.  Con il miglioramento del posizionamento all’interno dei risultati di ricerca aumenterà anche il numero dei visitatori e, quindi, dei consumatori prenotanti.